Montura

 

MONTURA EDITING "Culture in Nature"

Bruno Brunod. Skyrunner, il corridore del cielo

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La vita e le imprese di Bruno Brunod diventano un libro. "Skyrunner, il corridore del cielo", è un progetto del Forte di Bard e Montura Editing edito da Mondadori e curato da Gabriele Accornero e Luca Masia. Il volume, disponibile nelle librerie e nella nostra rete di negozi Alpstation e Montura Store da fine luglio, racconta la storia di Bruno Brunod, 54 anni, valdostano doc di Chatillon, campione del mondo di skyrunning e leggenda della corsa in montagna. continua >>>

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EUGENIO GHERSI - SULL’ALTIPIANO DELL’IO SOTTILE

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     Pubblicazione preziosa per tutti gli amanti e gli studiosi di un Tibet oramai scomparso, corredato da un apparato fotografico di notevole valore, il libro qui proposto copre una lacuna editoriale e rende giustizia sulle “fondamenta” della celebre Cronaca della spedizione italiana nel Tibet occidentale, pubblicata dalla reale Accademia d’Italia nel 1934 a firma dello stesso Ghersi e del suo capo missione, il grande orientalista italiano Giuseppe Tucci. Il testo fu infatti ripubblicato nel 2006 da Neri Pozza editore con scelte irragionevoli, a cominciare dal titolo - Dei, demoni e oracoli. La leggendaria spedizione in Tibet del 1933 - fino alla decisione di cancellare il nome di Ghersi come coautore, il suo ricordo nell’introduzione e omettendo illustrazioni e carta geografica, per concludere con un discutibile saggio introduttivo, lontano dallo spirito e dall’insegnamento di Tucci. continua >>>

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MANI

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Mani che fanno e portano i segni del fare. Mani che pregano: in alcuni luoghi la preghiera è ancora un atto sacro, da compiere con il corpo e i gesti. Mani che toccano e che stringono: mani sporche di vita. Mani che si toccano e si stringono, nel primo gesto universale di riconoscimento del prossimo. Mani consumate dal tempo e dagli elementi. Piccole mani che si tendono verso mani grandi. Sarà un caso, ma tutte queste mani sono state ritratte, in Asia o in Africa, lontano dal nostro Occidente. Qui le mani ormai fanno poco più che battere su dei tasti. continua >>>

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UN VIAGGIO LUNGO UNA FIABA

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È proprio una favola. Niente di più e niente di meno: una fiaba raccontata come si faceva un tempo con i bambini, con le parole giuste per i piccoli, ma rivolte ai grandi, e anche qualche immagine colorata a corredo. Una favola che narra di un contafavole: un vecchio errante che si muove di paese in paese per raccontare leggende e storie, atteso dai ragazzi ogni volta come si aspetta un evento speciale. E il vecchio, le sue mani, la sua voce a loro volta fanno viaggiare: in questo stanno la suggestione e la potenza del racconto. Vissuta o immaginata, questa favola di Fausto De Stefani è un atto di scelta, un modo di sognare, un cammino che porta lontano. E, alla pari di tutte le fiabe, incarna un linguaggio profondo e universale, come nota l'autore stesso: “Ogni volta che torno in Himalaya è un gran piacere: vi ritrovo me stesso. Ascolto. Vivo tra gente semplice, vera, condividendo le esperienze quotidiane. Affascinanti sono le leggende che, come questa, narrano della nascita della Grande Montagna: Sagarmatha, la dea madre, il tetto del mondo, l’Everest.” continua >>>

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#001 MOON LANDING

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“Le emozioni positive o negative, felici o tristi, che l'attività atletica trasmette sono cardine e punto focale dell’educazione attraverso lo sport. Lo dimostrano i volti, le espressioni, i movimenti qui fotografati.” (Professor Andro Ferrari, Coni Trentino). Era il 2010 e a Folgaria, Lavarone, Luserna si disputavano i Mondiali ISF. Quattro importanti ed esperti fotografi all'opera, tanti ritratti di giovani volti, paesaggi di neve e istanti di sport invernali. Testimonianze varie, diverse, sorprendenti e vivide dell'esperienza che i ragazzi, protagonisti delle competizioni, hanno potuto sperimentare e assaporare con i coetanei e con se stessi. Sguardi e corpi pronti oppure stanchi, entusiasti o delusi, tra luci e ombre, natura, attrezzature e compagni di avventura, abitano queste pagine che, ogni volta, sfogliandole rivelano e trasmettono qualcosa di nuovo, emozionante e sincero. continua >>>

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UNO MONTURA DIVERSO

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Moltissime foto, poche parole. Montagne, rocce, pareti verticali o peggio. Muscoli tesi e guizzanti, sguardo concentrato. Ma anche volti diversi, di gente incontrata lungo il cammino. O animali-compagni: cane, gatto, pecora, cavallo. E qualche racconto, istante fissato su pagina di vita vissuta o immaginata, ritratti di uomini e paesaggi tra il ricordo di una lunga carriera – sempre in ascesa – e la riflessione sull'essere umano e l'ambiente che lo circonda, lo accoglie, lo istiga alla sfida, a volte lo annulla. continua >>>

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UNO MONTURA PEOPLE 08

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Guide alpine e agenti di commercio. Studentesse e sherpa. Idraulici e ice climber. Consulenti marketing e alpinisti. Ci sono tanti volti, in questo libro, quante sono le facce della vita (o quasi). Troviamo tanti capi d'abbigliamento quanti i mestieri e le passioni dell'uomo (o giù di lì). Per certi versi, un insolito catalogo, un look book atipico e sorprendente costruito con i sorrisi e le poche parole di chi vive montagna e sport per professione, ma anche e soprattutto per hobby, per il proprio piacere e per la voglia di conoscere, esplorare, sfidare. continua >>>

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UNO MONTURA VIAGGIO

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“Da piccolo mi perdevo a guardare le formiche. Mi facevo avvolgere dagli incessanti andirivieni e dai loro su e giù senza meta. Avete presente? Un sassolino per una formica è una montagna. Una pagliuzza è una barriera da scavalcare con fatica, mentre l’erba del prato si trasforma in una giungla. Mi affascinava farmi trasportare e farmi piccolo in quel mondo. Mi ricordava Gulliver alle prese con i giganti: e io, di volta in volta, ero il gigante che le infastidiva o aiutava, oppure una di loro che sfuggiva a un mostruoso grande insetto”. continua >>>

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FANGO

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Un disastro naturale pauroso, ma non letale. È la frana che il 15 Agosto 2010 travolge Campolongo, frazione del comune di Baselga di Pinè in provincia di Trento: un sommovimento violento, tale da provocare rilevanti danni materiali ma fortunatamente non vittime né feriti. Novantamila metri cubi di fango, sassi e tronchi travolgono diciannove abitazioni, costringendo a fuggire ottantasette persone. Servono sei giorni di lavoro, trenta camion e il contributo di ottocento volontari per bonificare tutto il territorio. Una calamità “minore” ma da non dimenticare. Come testimoniano le foto di questo volume, ritraendo i segni lasciati da una forza distruttiva che solo la natura, né buona né cattiva, sa sprigionare colpendo vite, destando paura e sgomento. Gli scatti fissano nella memoria luoghi, volti, emozioni di quei giorni, il disorientamento e lo sconforto insieme all'energia dell’azione solidale grazie alla quale gli abitanti, piano piano, sono rientrati nella normalità quotidiana. Con le immagini sono stati raccolti anche i racconti di chi ha vissuto in prima persona lo sconvolgimento di allora, di chi l’ha subito e di chi si è adoperato per aiutare. Esperienze e ricordi sono quindi restituiti dalle parole stesse dei protagonisti - loro malgrado - di un evento drammatico. “Essendo geologo e avendo lavorato nella zona, la prima cosa che ho provato è stato il senso di impotenza, di ritrovata umiltà… Ogni tanto si tende a non rendersi conto… di quanto.. parassiti siamo sulla pelle della terra”. (Icillo Vigna) continua >>>

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OBIETTIVO TRENTINO FOTOTREKKING

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Trekking fotografico e sociologico nel Trentino. Non è un paradosso linguistico: occorre seguire sentieri e non perdere l'orientamento per farsi strada tra immagini apparentemente distanti, per soggetto, tecnica esecutiva, caratteristiche artistiche. Scorci di paesaggi umani e naturali si susseguono tra le pagine di una pubblicazione che riunisce sei tra i più prestigiosi fotogiornalisti e fotografi italiani, alla guida di altri 50 fotografi in un progetto di scoperta del territorio. Val di Fiemme e di Fassa, Rovereto e Vallagarina, il Lago di Garda e Comano, Bleggio, Lomaso, l’Altipiano di Pinè e la Valle di Cembra, la Valsugana e Tesino. continua >>>

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ALPINISTI SOTTACETO

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“Manuel ama il largo e ha messo sotto i piedi un mappamondo di strade. Si innamora di geografia come un ragazzo. Ha un'altra specialità: è curioso della gente, delle persone, interroga poi sta zitto e ascolta. Alpinisti: che razza di gente è? L'alpinista è un viandante. Ha con sé il necessario, si sposta a piedi, poi finalmente avanza con le mani. In discesa ha la faccia di chi torna da un viaggio. Lo riconosci in un bazar d'oriente anche nel fitto dei turisti sott'olio. L'alpinista è un sottaceto. Manuel ne ha incontrati assai, ha deciso di svuotare il sacco dell'esperienza. Siccome non è un chiacchierone ha trovato la misura di poco superiore alla cartolina.” (Erri de Luca). Ce n'è una varietà, nel libro-barattolo di Manuel Lugli. Le star dell'arrampicata, gli sherpa dal volto bruciato, i concorrenti dei reality show d'alpinismo americani e tutti gli altri, con nome e cognome, incontrati per le vie alte. Come in una dispensa d'umanità, ritratto per ritratto, allineati sullo scaffale. Osservandoli sottaceto si riconosce e si apprezza una specialità particolare d'essere umano, locale ma anche decisamente globale: la donna e l'uomo di montagna. continua >>>

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LA SCIMMIA E IL BOOMERANG

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L’alpinismo e l’essere alpinista. La forza che ti spinge, talvolta sconfinando nell'egoismo, a sfidare le montagne. Una relazione d’amore compromessa, un’altra che prende forma dalle ceneri stesse della propria vita. Tutto questo e altro capita a  Roby, l'anti-eroe del romanzo, spruzzato da una manciata di giallo, nel corso di un percorso personale di rivelazione, un sentiero iniziatico che si apre e si arresta sul ciglio di un omicidio in montagna. Testimone scomodo, Roby diventa il vero centro di una storia di viaggio e vagabondaggio alla ricerca di un tesoro raro: il senso dell'esistenza e soprattutto delle azioni e scelte quotidiane. Come rivela il protagonista a una saggia indiana: “Shuna, io conosco le montagne, alcune grandi pareti del mondo, e non conosco me stesso, mi pare così strano…”. continua >>>

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LIBERO DI CONCATENARE

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Franz Nicolini, l'uomo che concatena. 7 cime in 12 ore come gli 82 quattromila delle Alpi in soli 60 giorni: leggerezza, velocità, libertà sono gli strumenti più importanti dell'equipaggiamento che porta con sé in montagna. Pluricampione italiano di sci alpinismo e alpinista, in questo libro racconta in prima persona i concatenamenti messi a segno in tanti anni, progetti immaginati e poi studiati nei tanti libri di settore che colleziona, quindi accuratamente preparati attraverso un attento e minuzioso allenamento psico-fisico, necessario ad arrampicare velocemente e procedere sicuro. continua >>>

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L'EREDITA' DEI NOSTRI PADRI

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Val Pusteria, confine di Paesi, culture, popoli. Limes tra terra e cielo, come tutti i luoghi di montagna. Custode di storie che, sedimentandosi, hanno eretto la cima dell'identità. È l'Heimat, non solo territorio nativo, ma crogiolo di tradizioni, famiglie, vicende, usanze, particolarmente denso dove si confondono – e a volte si scontrano – lingue, abitudini, modi di vita. Un paesaggio qui idilliaco e generoso, appena poco più in là selvaggio, aspro e ostile. Dove da secoli o millenni occorre prevalere non solo sulla neve e sul ghiaccio, ma anche sui torti e le diffidenze. Un popolo che dimenticando la sua storia, ignorando la sua provenienza, vive serenamente il presente, si preclude il futuro. Così, come un tempo, è compito anche oggi degli schützen di Gais, che hanno curato questo libro, non solo proteggere il presente, ma anche e soprattutto conservare l'eredità per i figli. Ecco perché il volume che ripercorre con parole e immagini 200 anni di storia del Sud Tirolo è un contributo alla custodia di tanti piccoli, preziosi ricordi, affinché non cadano nell'oblio. continua >>>

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I COLORI DEL GRIGIO

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Una montagna atipica, almeno per gli standard del Trentino “da cartolina”. Scabra, spoglia, rocciosa e spaccata, brulla e poco invitante. Occorre saper cogliere il fascino, non certo rassicurante, delle fenditure, delle cavità, degli anfratti e dei bordi taglienti. Delle pietre sagomate dal vento e dalla pioggia, antiche testimoni - più antiche degli alberi - delle vicende dell'uomo e della natura. È magmatico qui, il grigio. A voler fermarsi e indagare, in alcuni luoghi è denso di sfumature e nasconde molti altri colori. continua >>>

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DOLOMITI NEW YORK

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Dolomiti – New York City. Tra le pagine di questo stupefacente volume l'involontaria e vuota rima baciata si riempie di senso: fotografie, in bianco e nero, delle geometrie umane che disegnano la metropoli tra le metropoli si sovrappongono, grazie al fondo trasparente, alle linee curve e tormentate di Natura, a colori, che pennellano le montagne tra le montagne. Un matrimonio irriverente? Di sicuro, esteticamente brillante e spiritualmente fecondo, specie in tempi nei quali l'anima tecnologica e urbana dell'uomo sente sempre più la mancanza di quella antica, naturale e legata alla Terra. continua >>>

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IL DET

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“Io il ‘Det’ l’ho conosciuto sul Lhotse, nella spedizione di Cassin del 1975. Era magro, aveva la pelle delle mani rugosa come la corteccia di un larice e camminava agile e velocemente come un camoscio. Con Mario Curmis era il più forte della spedizione, non si lamentava mai”. Il Det è Giuseppe Alippi, il grande alpinista lombardo, più “montanaro” che atleta, e chi lo ritrae con  queste parole è Reinhold Messner, nell'introduzione del libro. Un volume anomalo, tra il racconto, l'intervista, il taccuino e la raccolta di bei disegni, le tavole a tema montano di Luisa Rota Sperti. Dalle testimonianze, ma soprattutto dal lungo colloquio con il “Guardiano del Sasso Cavallo”, emerge il profilo di un uomo e di uno scalatore d'altri tempi e senza tempo, scolpito nelle rocce dei suoi monti - quasi parte integrante di essi - ma che è riuscito, in una lunga vita sulle cime, a trasferire il proprio approccio genuino e concreto alle pareti fino all'Himalaya e alla Patagonia. Il Det è di poche parole: come quelle dei saggi esse racchiudono i saperi indicibili della natura. Questo libro racconta le esperienze e i sogni di un uomo forte e poeta, attraverso i ricordi e i resoconti da lui stesso restituiti nella conversazione con Carlo Caccia. “Eh, niente… Ero capace di arrampicare". A CURA DI: Daniele Lira INTRODUZIONE: Reinhold Messner INTERVISTA: Carlo Caccia ILLUSTRAZIONI: Luisa Rota Sperti PROGETTO GRAFICO: Raffaele Berì RITRATTO FOTOGRAFICO: Giulio Malfer EDITORE: Montura Editing ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2011 continua >>>

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IL LATO INVISIBILE DEL PARADISO

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Il paradiso perduto e la favola di Shangri-La. La neve e la plastica, lo spirito e la tv satellitare, la croce e gli stupa. Ai confini del mondo c'è un mondo a parte? Oppure ritroviamo una variante del nostro? Un antropologo italiano e un fotografo anglosassone raccontano il Tibet in un modo mai fatto, partendo dalla remota valle tra Cina e Birmania identificata come l'idilliaco scenario ipotizzato  nel 1933 da James Hilton in Lost Horizon: in realtà l'autore non si era mai mosso da Londra. Quell'Eden d'alta quota è poi divenuto, grazie a cinema e letteratura, l'archetipo stesso della pacifica e armoniosa diversità esistenziale nelle montagne sacre. E i due esploratori si chiedono: quella descrizione corrispondeva a realtà? È ancora attuale? C'è mai stato qualcosa di davvero reale? continua >>>

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