Montura

 

Rotta inversa

di Andrea Gallo

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“N’injurez jamais le temps; c’est Dieu que vous injurez ainsi, car l’alternance des jours et des nuits ne provient que de Lui”

Così si disse
quando incontroÌ€ il niente dietro l’angolo.

La strada piatta, curvata dal sole.
Il riso appena tagliato
steso a seccare sull’asfalto
sarebbe stato raccolto
in grossi sacchi
insieme alla polvere delle ciabatte, delle bici e
degli sputi.
I sacchi, poi, chiusi con grossi aghi
e del filo rosso.

(I monaci usano la stoffa delle loro vesti per legare i pali
che tengono insieme
gli altari
e i palchi nelle feste.)

Così disse
al viaggiatore che voleva di più,
o di meno.
A quello che nell’entusiasmo voleva restare liÌ€ per sempre, a lei che il sole era troppo,
o troppo poco,
a loro che non avrebbero mai trovato
la giusta misura di
spiagge affollate,
la giusta temperatura,
il giusto sapore,
la giusta quantità,
la giusta sorpresa,
la giusta diversità,
la giusta durata del viaggio,
né
soldi a sufficienza,
equilibrate trasparenze di donna,
gelosie moderate,
luci giuste,
sogni d’oro,
parole adeguate.
A loro che si sentivano
sempre e comunque uguali a prima,
pur affannandosi a dirsi
diversi.
Non smisero di ingiurare se stessi,
non si meravigliarono mai veramente di un tramonto, non si alzarono mai in tempo per vedere l’alba, eppure seguitarono a parlarne a lungo.