Montura

 

(S)LEGATI, LO SPETTACOLO CHE FA IMPAZZIRE I CLIMBERS AL MELLOBLOCCO

Nel clima festoso del raduno di sassisti stupisce lo spettacolo promosso da Montura

Sul palcoscenico volge al termine l'ultimo atto di una vicenda d'amicizia, sfida e tragedia. Il pubblico si alza, applaude a scena aperta, concede un'emozionata standing ovation.
Un'ordinaria serata di teatro ben riuscita? Non proprio. Fa da scenografia, qui, la parete di roccia incastonata in una valle alpina, mentre i colorati spettatori sono atleti e appassionati di bouldering, sassisti esperti e principianti, in gran parte giovani e giovanissimi. E siamo a Melloblocco, la manifestazione di richiamo europeo che si tiene ogni anno, a primavera, in Val di Mello, tra i monti di Sondrio.
Infine, Lo spettacolo che riscalda d'entusiasmo la platea nell'ancor fresca sera di maggio è “(S)legati” (http://slegati.wordpress.com), la pièce di e con Mattia Fabris e Jacopo Bicocchi - prodotta con il supporto di Montura – che rappresenta le condizioni estreme che si possono incontrare in alta quota.
Tratto da uno tra i più letti libri d'alpinismo, “La morte sospesa” di Joe Simpson, il dramma descrive ciò che realmente accadde all'autore e a Simon Yates, amici climber con un sogno nel cuore: la conquista, per primi, del Siula Grande, in Perù, attaccato dalla parete ovest. Ma, raggiunta la vetta, assaporata la gioia, il peggio alle spalle e la strada ormai in discesa, entra in scena la morte, eterno autore in cerca di personaggi. Un terribile incidente rimette tutto in gioco. L'impresa, ora, è tornare a valle vivi. Tutto sembra risolversi ma un secondo, fatale colpo del destino invoca un miracolo, oppure un atto estremo che pone l'uomo di fronte al dubbio, angosciante, su alcuni dati della propria condizione: amicizia, sopravvivenza, sacrificio. La corda che unisce i due alpinisti, affidando la vita di uno alle mani dell’altro, si fa metafora dei legami umani: una relazione portata al limite estremo spesso costringe a “tagliare”, a un gesto che appare terribile, ma invece, a volte, è l’unico necessario alla vita.
Autori e cast avevano già vinto la sfida di portare sul palcoscenico, con efficacia, l'alpinismo; Montura oggi riesce in una seconda impresa: proporre lo spettacolo teatrale in questa cornice a un pubblico che, se riconosce l'affinità dei temi alla propria passione, vive però il raduno come parentesi di sport e divertimento che privilegi, semmai, i contenuti tecnici. Scommessa vinta, a giudicare dall'accoglienza, anche per l'aderenza ai principi cari al brand: l'avventura, la scoperta, la montagna estrema e quotidiana, con i valori che appartengono alla sua gente, nativa e d'adozione. Tanto umani, questi ultimi, da poter essere messi in discussione in ogni momento, grazie a un ambiente a tratti letalmente iracondo.