Montura

 

CON MONTURA NEL MONDO DIGITALE

Editoriale di Roberto Mantovani

Eccoci finalmente nel cyberspazio, con un sito Web nuovo di zecca. Un progetto che mette insieme diverse competenze e che si allinea alla filososfia Montura, quella del searching a new way.
Nei mesi precedenti al countdown, ci siamo ritrovati al cospetto di un paesaggio elettronico sospeso tra il reale e il virtuale. Per orientarci nella complessità del mondo virtuale, anziché poter contare sulle cartine topografiche e sul Gps, abbiamo dovuto giocare sulle nostre cognizioni di cybergeografia. Anni fa ci era capitato di leggere i romanzi di William Gibson che illustravano  i complessi scenari della Rete. Un universo che avvolge il globo con le sue luci intermittenti, l’infinita maglia di elettroni, l’intreccio dei campi magnetici. I capitoli più appassionati di Gibson erano stati una rivelazione. Più tardi abbiamo trascorso nottate a consultare il fondamentale Atlas of Cyberspace, di Martin Dodge e Rob Kitchin. Infine ci siamo industriati a costruire mappe concettuali e topologiche, per orientarci di fronte a un orizzonte che alcuni descrivono come foriero di presagi da Grande Fratello orwelliano e altri esaltano per le sue potenzialità libertarie e liberatrici.
I nostri sogni, ad ogni buon conto, continuano ad essere quelli di sempre. A noi il coté tecnologico della Rete  sembra importante soprattutto perché spalanca le porte di un campo sociale in cui tutti i soggetti interagiscono sullo stesso piano: da tempo abbiamo imparato che la discussione elettronica è intrinsecamente democratica, e non consente  facilmente di egemonizzare il dibattito.
Così abbiamo messo a punto un modulo spaziale per navigare – il nuovo sito  Montura – che crediamo debba essere considerato per il suo valore d’uso, non per lo sfavillio della sua carrozzeria. La crescita multimediale che dovrà accompagnare il nostro cammino sarà una conseguenza del dibattito e delle riflessioni a cui cercheremo di dar vita tutti insieme: redattori, testimonial con i loro spazi, e lettori. In ogni caso non consideriamo il sito internet né un fine né un traguardo. Si tratta solo di un mezzo per comunicare, adeguato ai tempi.
Nell’intreccio delle nostre pagine elettroniche immagineremo insieme scenari e orizzonti nuovi, metteremo a punto idee e analisi cucendone i contenuti con il filo dell’ispirazione e della fantasia. Saremo chiari e rigorosi, alla maniera anglosassone, ed eviteremo il gossip e le interminabili litanie di chiacchiere che trasudano nel Web.
Il nostro progetto è quello di rimescolare le carte, proporre chiavi di lettura inconsuete di fatti e avvenimenti, attraverso news e informazioni di prima mano, e soprattutto arricchire e rivitalizzare un immaginario che si sta lentamente prosciugando. Contiamo di creare un’officina delle idee che produca strumenti per approcci culturali differenti nei confronti dell’informazione (oggi si comunica molto ma si informa poco), e contemporaneamente cercheremo di alzare la soglia delle esigenze di chi interagisce con le diverse sezioni del sito. Insomma, ciò che ci aspetta è un gioco, un divertimento, ma anche un impegno serio. Nel corso del quale nessuno dei collaboratori, anche chi ci seguirà solo occasionalmente, potrà mai dire: «J’ai travaillé pour le roi de Prusse». Cioè per nulla.