Montura

 

PROTAGONISTI DEL PROGETTO L’ALTRO VERSANTE | 1

Montura presenta Bruno D’Amicis

È passato un anno dall’inizio della collaborazione tra Montura e L’Altro Versante. Qui potete leggere la prima presentazione dell’ambizioso progetto. Nel corso dei prossimi mesi vi presenteremo, uno ad uno, i quattro protagonisti. Una nota biografica sarà seguita da alcune considerazioni personali sul coinvolgimento al progetto da parte dell’autore chiamato in causa, con un’incursione sul blog collettivo per cogliere gli aspetti tecnico-artistici delle differenti situazioni fotografiche. Coronerà la presentazione  una galleria con una selezione tra le fotografie più significative dell’autore, scattate durante lo svolgersi del progetto. Iniziamo con Bruno D’Amicis, abruzzese.

BRUNO D’AMICIS

Bruno ama raccontare delle prime escursioni in montagna con il padre e dell’amore per la natura che lo ha accompagnato sin dall’infanzia, fino a portarlo ad essere oggi uno dei rari fotografi professionisti di natura in Italia, riconosciuto e premiato all’estero. Ma come riuscire a trasformare questo amore in una professione? Quale poteva essere il modo giusto per “fermare” le emozioni vissute in natura? Da dove proviene quel rigore scientifico che rende così solidi i suoi scatti, sempre sostenuti da un approccio eticamente sostenibile? Parte della risposta è nella laurea con lode in Biologia, ora nel cassetto. Solamente un primo passo per soddisfare l’innato bisogno di Bruno di stare all’aria aperta e a stretto contatto con questa natura che è la sua passione. Ma la scienza da sola non poteva soddisfare questa tensione verso la creatività e la ricerca artistica che anima Bruno: difatti pochi sanno che prima di dare libero corso alla passione fotografica, egli ha anche cercato la sua via verso l’arte attraverso matite e pennelli. E da questo tentativo non proprio fortunato è nato invece il richiamo di treppiedi e obiettivi. Oggi la fotografia naturalistica è molto più di una professione per lui, è un vero e proprio stile di vita dove si esce presto al mattino, si resta fermi per ore aspettando che succeda qualcosa, si cerca di conoscere sempre di più la luce per giungere, talvolta, a guardare negli occhi alcuni degli animali più incredibili. Tutto ciò inoltre gli permette di viaggiare e lo costringe a studiare e imparare. Bruno racconta anche di essere un autodidatta di aver sviluppato la sua vision in autonomia, senza “maestri”, ma esaminando chirurgicamente centinaia di immagini su carta, su schermo o sul web, prima di aver scattato qualche centinaio di migliaia di fotografie, che sono il suo migliore strumento per comunicare agli altri ciò che ama e denunciare quel che non gli piace.

IL FOTOGRAFO SI RACCONTA: io e L'Altro Versante

Seppure il fotografo di natura sia notoriamente un lavoro da lupi solitari, che vive su un mercato piccolo e dalle opportunità limitate, ho scelto di unirmi agli altri del team de L'Altro Versante per riuscire a forgiare insieme un sogno, che nutrivamo da anni. L'ambizione di fotografare tutte le montagne italiane ovviamente richiede un lavoro enorme, lungo e attento. Un percorso avvincente, quasi da privilegiati, ma che si snoda spesso in salita ed è pieno di difficoltà: un cammino dove non vai avanti quindi se non hai dei buoni compagni di cordata. Sono tanti gli stimoli e le sfide. Riscoprire il lato selvaggio d’Italia, percorrendone con curiosità e “lentezza" i luoghi meno noti, le aree più remote, dove la natura si fonde con la storia di questo Paese così incredibile, ma anche talmente bistrattato. Un’avventura culturale nel cercare il “vero" paesaggio italiano e sfatare così la percezione generale di un paese povero di natura e del tutto addomesticato. La sfida come fotografi, di reinventare la propria vision di volta in volta, mettendo esperienza e tecnica in discussione davanti alle tante situazioni in cui ci si viene a trovare. Imparare a lavorare in squadra, condividendo gioie e dolori, talvolta difendendo il proprio punto di vista e più spesso imparando dalle critiche e dai consigli degli altri. Superare l’ansia di non riuscire, ma sperando di poter trasmettere agli altri l'amore per questa terra e un senso di sensibilità maggiore e, forse, anche di responsabilità per la sua salvaguardia. Utilizzare il linguaggio fotografico per mostrare a tutti “la grande bellezza” italiana e utilizzarla come arma contro il degrado, l’ignoranza e l’indifferenza.

LA SITUAZIONE DI UNO SCATTO: stralci dal blog collettivo

Vi siete mai chiesti come un fotografo riesca a cogliere certe immagini, a costruire l’immagine che diventerà l’immaginario che la collettività perpetuerà nel momento in cui il suo scatto sarà riconosciuto di valore? Immaginario carico di quel mix di emozione, documento, composizione che rende una foto memorabile? Sentiamo cosa scrive Bruno di fronte alle incisioni rupestri della Val Camonica, in una delle sue ultime missioni: «Le linee poco profonde, graffiate o martellate sulla roccia, sono pressoché invisibili all'ombra e restano silenti per gran parte della giornata. Quando però sono raggiunte dalla luce giusta, e vengono appena colpite di taglio da questa è come se si accendessero... I contrasti si fanno più forti e le ombre più nette: le figure sembrano saltare fuori dalla roccia e assumere un volume proprio. C'é da restare sgomenti di fronte a cotanta "maraviglia"». Come risolverà Bruno questa situazione delicata ed effimera, resa ancora più fragile dall’inquinamento visivo della contemporaneità, oltre che dalle difficili condizioni ambientali, dove «la luce per riuscire a fotografare questi animali silenziosi […] è una chimera»? Leggete qui la soluzione che ha portato alla splendida foto allegata qui sotto.

 ----

Foto 1: Salici e polline sulla superficie dell'acqua in un mattino di primavera, Abruzzo.
Foto 2: Murgia di Sant'Oronzo e fiume Agri al tramonto, Basilicata.
Foto 3: Camoscio appenninico su crinale roccioso nel massiccio della Majella, Parco Nazionale della Majella, Abruzzo.
Foto 4: Prima luce sui faggi di primavera, Campo Felice, Abruzzo.
Foto 5: Asfodeli e pero selvatico sull'Alta Murgia, Puglia.
Foto 6: Volpe in un mattino d’inverno, Abruzzo.
Foto 7: Raggio di sole su larice secolare e neve, Lagorai, Trentino.
Foto 8: Le Mainarde e il Matese, Abruzzo.
Foto 9: Incisioni rupestri, Val Camonica, Lombardia.
Foto 10: Quercia solitaria (Quercus petraea) e fioritura di camomilla (Matricaria chamomilla), Monti della Tolfa, Lazio.
Foto 11: 
Bruno D’Amicis

Approfondimenti

http://laltroversante.blogspot.md/2016/01/bruno-damicis-limmagine-raccontata.html

http://www.laltroversante.com

http://www.brunodamicis.com/bio.phtml

http://www.montura.it/it/parliamo_di/news/l-altro-versante-fotografi-in-cerca-del-vero-paesaggio-italiano.php