Montura

 

PUNTATA 10 | AMAZZONIA. ALLE SORGENTI DEL MITO

Circondato da centinaia di forti rivoluzionari

Amazzonia. Alle sorgenti del mito

28/12/2015 -

Good morning Amazzonia, mi sembra di sentire.
Si chiama Leonardo Tello Imaina, indigeno Kukama. È il direttore di Radio Ucamara a Nauta (Iquitos-Perù).
Radio Ucamara si rivolge direttamente alle coscienze perché informa, tutela, condivide, insegna e ascolta. Le coscienze di chi? Di tutti.
Le onde di Radio Ucamara attraversano impavide i meandri della selva arrivando alle orecchie di indigeni e contadini e di tutte le minoranze che vivono presso il fiume e per il fiume.

Oggi? - domando.
Oggi il fiume è inquinato. Tutta questa gente, mi dice mentre indica il fiume, è minacciata. C’è un vecchio oleodotto che attraversa tutta l’Amazzonia fino all’oceano Pacifico. Un oleodotto che più volte s’è rotto. Quando te ne accorgi è troppo tardi… negli anni hanno riversato centinaia di barili di petrolio.
Chi? Le multinazionali, gli interessi… la corruzione dei politici che, invece di difendere i diritti della propria gente, svendono la salute di intere comunità, senza curarsi dei danni ambientali, per arricchirsi e basta. Capisci?
Stiamo parlando del fiume Marañón, vero? - chiedo sempre più serio.
Sì, il Marañón… è qui a cinquanta piedi. Il nostro fiume è ricchezza perché è pesce, è una via di comunicazione, è commercio, è socialità e, non da meno, è spiritualità. Leonardo mi fissa intensamente mentre aggiunge: - Le nostre donne hanno capelli lunghissimi e neri che lavano chinando il capo, immergendoli nel fiume come per instaurare una connessione, un legame spirituale. Capisci?
Capisco!

Ora vogliono dragarlo per la creazione di una idrovia - continua sempre Leonardo. Dragare il fiume implica la rimozione dei sedimenti che già si trovano sul fondale. I sedimenti contengono tutto quello che la corrente trasporta e fissa: fertilizzanti delle coltivazioni agroindustriali, sostanze nocive provenienti dalle miniere legali ed illegali e residui chimici del narcotraffico. Per questo motivo, secondo il capo della riserva Pacaya Samiria, Herman Ruiz, quelle sostanze composte da metalli pesanti ed elementi difficilmente smaltibili contamineranno ulteriormente il fiume recando grossissimi danni alla salute degli abitanti che grazie al fiume vivono e si nutrono.
Parla sempre in maniera decisa e pacata come l’andatura di un treno la cui destinazione è la salvezza. La salvezza della sua gente passa attraverso la tutela e la salvaguardia dell’ambiente e della loro cultura.
Leonardo continua a parlare: - Per la salvaguardia del futuro, minato dagli interessi di pochi, dobbiamo difendere la nostra identità, iniziando dalla lingua.
Mi fissa silenzioso per dieci lunghissimi secondi per poi aggiungere: - In radio ci sono trasmissioni in lingua Kokuna, il nostro idioma. La nostra lingua va salvata perché con essa vengono salvate le nostre usanze, costumi, storie e tradizioni che, essendo per lo più solo verbali, rischiamo di perdersi definitivamente. È per questo che gruppi di insegnanti (per lo più anziani) impartiscono a tanti giovani lezioni di lingua Kokuna. Fa bene al cuore ascoltare i nostri figli mentre parlano il Kokuna. Loro sono la speranza, i prossimi custodi della speranza.

Forse la speranza è l’ultima a morire oppure è solo la prima a rinascere, penso io. In radio una donna sta parlando e difendendo i diritti dei contadini. Mi sento circondato da centinaia di forti rivoluzionari… sono le parole.

Nauta (Iquitos), Perù 2015

Header 1: Radio Ucamara
Header 2: Porto di Nauta.
Header 3: Una famiglia appena sbarcata da una lancia - Rio Marañón.
Header 4: Nauta.
Header 5: Un piccolo villaggio sul Rio Marañón.

Foto 1: Porto di Nauta.
Foto 2: Nauta.
Foto 3: Nauta.
Foto 4: Ludmilla indigena Kukama.
Foto 5: Radio Ucamara.
Foto 6: Nauta vista da un’imbarcazione sul Rio Marañón.
Foto 7: Nave per il trasporto di combustibile sul Rio Marañón.
Foto 8: Indigene Urarina lavano stoviglie sul fiume.
Foto 9: Rio Marañón.
Foto 10: Pesce appena catturato e pulito - Rio Marañón.
Foto 11: Un bambino con la sua piccola scimmia a bordo di una lancia sul Rio Marañón

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