Montura

 

La saggia scelta

A 19 anni il fenomeno Ondra si iscrive all’Università e programma un anno di gare al top

Bella la vita dell‘arrampicatore: viaggiare, incontrare persone che t’ispirano, arrampicare in luoghi meravigliosi. È la mia e mi piace. Tutto perfetto fino a qui, ma tutto a rischio di noia, alla lunga, senza altri interessi. Alternative, distrazioni: ha bisogno anche di questo, la mia vita. E se qualcosa dovesse andare storto? Tutto può succedere: se mi facessi male? Oppure se un giorno non mi sentissi più forte come vorrei? Mi serve qualcosa su cui concentrarmi al di fuori dell’arrampicata. Perciò ho deciso di iscrivermi all’Università. Per distrarmi e per coltivare altri interessi, pensando al futuro: è importante avere qualcos’altro in testa, non solamente arrampicare. Solo così la motivazione non cala.
Inizialmente non avevo le idee così chiare su quale facoltà scegliere. Ci sono argomenti che mi piacerebbe davvero studiare, la storia per esempio, ma la storia difficilmente ti dà un lavoro. È bene agire con saggezza: mi sono iscritto alla facoltà di economia, a Brno, la città dove vivo. Gli studi economici potranno in ogni caso tornare utili in futuro. Ho iniziato da due mesi e fino a oggi va tutto bene. I programmi e le lezioni mi lasciano molto tempo per allenarmi.
Viaggiando di continuo e non essendo obbligato ad andare a scuola, era quasi impossibile, in pratica, auto-impormi la disciplina per dedicarmi a un allenamento intenso indoor. Troppo forte la tentazione di stare all’aria aperta, soprattutto quando non avevo vincoli di tempo ma disponevo di un bel po' di soldi.
Tuttavia, anche l’allenamento indoor è importante. Non essenziale per affrontare progetti duri sulla roccia, diventa irrinunciabile volendo prepararsi a dovere per le competizioni.
Con l'obbligo di frequenza all'Università, quindi, ho meno tempo per viaggiare: è ora di gareggiare! Per farlo mi devo organizzare in maniera precisa, seguire i programmi di allenamento, così da essere in forma al momento giusto, per gli appuntamenti più importanti.
Penso che la preparazione indoor mi farà migliorare anche sulla roccia. Una volta conclusa la stagione delle competizioni, fisicamente sarò più forte e la motivazione più elevata che mai: i risultati si vedranno e non solo in gara.
Mi troverò anche nella condizione di apprezzare maggiormente tutto ciò che amo nell’arrampicata su roccia. La mia mente ha bisogno di stare all’aria aperta, sulle montagne... sentire lo spazio intorno, dopo il chiuso di una sala polverosa. Credo che andrò avanti un anno o due in questo modo, poi farò un’altra pausa di un anno.
Raccontata così sembrerebbe attendermi un 2014 noioso: in verità nutro molte aspettative. In occasione delle ultime due gare di Coppa del Mondo tutti i climber mi hanno confessato come la mia presenza li renda iper-motivati per l’anno prossimo! Gente in vena di complimenti? Forse. Ma sentirmelo dire mi ha fatto un piacere enorme!