CHE COSA MORMORANO I VENTI

Image

Il 30 dicembre Mario Brunello suona per la Fucina Bianca di Arte Sella

Che cosa mormorano i venti” - Il canto della natura nelle musiche di Brahms, Debussy, Ravel e Crumb

Dalla natura alla musica e dalla musica alla natura. È un viaggio di andata e ritorno, perfettamente circolare, quello che propone il prossimo 30 dicembre la Fucina Bianca di Arte Sella: quarto e ultimo appuntamento del ciclo, ideato da Mario Brunello, che ogni tre mesi si accorda al mutare delle stagioni e ai loro colori. Anche il concerto d’inverno si lega al tema chiave dell’intero anno: le relazioni, infinite come le facce di un prisma, tra Musica e Natura.
Le quattro pagine che verranno eseguite sotto il tetto di Malga Costa, ai mille metri di altitudine della Val di Sella, guardano in quattro modi diversi ai “paesaggi” che le hanno generate: Johannes Brahms osserva la natura attraverso la lente di ingrandimento della poesia: gli Zwei Gesänge per contralto, viola e pianoforte op. 91 scritti tra il 1878 e il 1884 intonano - con il candore e la delicatezza tipici del volkslied (il canto popolare) - un testo di Friedrich Ruckert attraversato dal ricordo nostalgico di un bosco autunnale e una “ninna nanna” di Emanuel Geibel in cui gli alberi e il vento cullano il sonno del “Fanciullo Celeste”. Una visione panica della natura, intrisa di erotismo e di malinconia, emerge invece da Psichè, il dramma di Gabriel Mourey per il quale Claude Debussy scrive – nel 1913 – le musiche di scena: della partitura sopravvive il sensuale e incantatorio solo di flauto che l’editore Jobert, molti anni più tardi, rende celebre con il titolo di Syrinx. Alla natura splendente di una terra lontana, il Madagascar, si rivolgono le tre Chansons Madécasses che Maurice Ravel compone nel 1926 intonando altrettanti testi dello scrittore settecentesco Parny de Forge. Il velo dell’esotismo di maniera viene però squarciato, in Aoua!, il brano centrale, da un acceso, violento, inatteso j’accuse anticoloniale che inizia con le parole: “Guardatevi dai bianchi, abitanti della riva”. Il potere ancestrale della natura, indipendente dalla volontà degli uomini, è infine il tema cardine di Vox Balaenae, un’originalissima pièce di “teatro strumentale” immaginata dal compositore statunitense George Crumb nel 1971. Flauto violoncello e pianoforte – tutti amplificati – richiamano, imitano, trasfigurano il canto “autentico” delle megattere, mentre i tre solisti, immersi in una profonda luce blu – suonano indossando una maschera nera che sottrae loro qualsiasi epifania di “umanità”.
Ad interpretare queste quattro diverse immagini sonore della Natura, non sempre pacificate e rassicuranti, sono stati chiamati tre solisti versatili ed eclettici, abituati ad attraversare paesaggi musicali spesso lontani dalle abitudini e dalle convenzioni. Accanto a Mario Brunello si immergeranno infatti nel silenzio e nell’isolamento di Arte Sella, dalle prove fino ai due concerti, Cristina Zavalloni, Andrea Oliva e Andrea Rebaudengo.
Il concerto prevede due repliche: una alle 14.00 e una alle 17.30.

Ingresso su prenotazione, euro 25.00

Lo spettacolo è garantito anche in caso di maltempo.

Contatti:
Daniela Campestrin
Ufficio stampa Arte Sella
Corso Ausugum 55/57
38051 Borgo Valsugana
tel. +39 0461 751251 - cell. +39 347 8651719
artesella@gmail.com - www.artesella.it

Photo Credits: Giacomo Bianchi