Montura

 

AGOSTINO GAZZERA

AGOSTINO GAZZERA
Bio

Gustìn, classe 1927, una vita di montagne.

Agostino Gazzera, detto Gustìn per gli amici delle varie sezione CAI del Piemonte da lui sempre frequentate come iscritto e come istruttore di alpinismo, ha alle sue spalle un'onorata carriera da alpinista che dura ormai da quasi sette decenni.
Braidese di nascita, poi torinese per esigenze lavorative e infine carmagnolese, Gustìn ha dedicato la sua intera vita al lavoro come operaio in Fiat e alla sua passione per la montagna che porta avanti ancora adesso, a 88 anni, salendo le ripide cascate di ghiaccio della valle Varaita.

Sguardo fisso e occhi che raccontano ogni via, ogni passaggio e ogni nervatura della roccia delle sue Alpi, che dopo la seconda guerra mondiale ha salito in lungo e in largo, raggiungendole con la sua bici di quarta mano dopo due estenuanti turni di lavoro, uno nelle fonderie della Fiat di Torino e uno nella piccola officina dove arrotondava lo stipendio per aiutare la famiglia.

Una ricerca di libertà e di adrenalina ed una spiccata curiosità l’hanno portato prima nelle palestre di roccia torinesi dove grazie alla sua bravura e alla sua agilità saliva da “primo” con un cordone di canapa legato in vita, qualche chiodo fatto in casa e una buona dose di coraggio; poi verso vette sempre più alte, dal Monviso, al Cervino fino al mitico Monte Bianco.

La sua montagna è da sempre il Monviso che conosce come le sue tasche e che ha salito da tutte le vie possibili. Il Cervino invece è stato la sua grande sfida che ha salito la prima volta in solitaria negli anni 50 dopo una lunga pedalata da Torino, senza sapere nulla di questa montagna a parte una sbiadita cartolina su cui era disegnata la via di salita e con l’obbligo di tornare in tempo per il turno in fabbrica la mattina dopo la mitica ascesa.

Nel 1962 il suo sguardo si sposta verso una montagna resa famosa dalle imprese di Walter Bonatti: Il Monte Bianco. Più in alto non si poteva andare in Europa e questa cosa ha attirato subito l’attenzione del nostro Gustìn che ha deciso per la prima volta di raggiungerlo attraverso lo sperone della Brenva dove purtroppo per colpa di una tempesta durata 4 giorni ha perso tutte le dita dei piedi in seguito ad un congelamento.

Questo non ha fermato l’ impavido alpinista che non ha per nulla abbandonato la montagna ma si è anzi dilettato nella nuova moda delle cascate di ghiaccio diventando ancora oggi un fortissimo cascatista.