Montura

 

DANIELE FIORELLI

DANIELE FIORELLI
Bio

Nonno Guglielmo e il piccolo Daniele: un settantenne e un ragazzino, insieme, prima sui sentieri e poi sulle pareti del Masino. «Il tutto - racconta Daniele – senza fretta, senza correre, con il minimo di materiale. Eppure con un efficacia strabiliante, tanto che i tempi della Bonacossa (la storica guida cartacea di quelle montagne, ndr) erano sempre rispettati». Poi ecco le estati in val di Zocca, nel rifugio di famiglia, e la scoperta della val di Mello, con le sue magiche placche (e fessure) e le vie dai nomi più belli e strani: Tunnel diagonale, Cunicolo acuto, Mixomiceto, Il risveglio di Kundalini... E infine il balzo all'alpinismo vero e proprio, dalle Dolomiti al Monte Bianco: così Daniele, il cui cognome è Fiorelli (che in val Masino è sinonimo di guida), classe 1970, è diventato un professionista della montagna, completando con naturalezza il cammino avviato da bambino, sempre con naturalezza, con nonno Guglielmo.