Montura

 

Nives Meroi e Romano Benet

Nives Meroi e Romano Benet
Bio

Il sogno di Nives Meroi a ottomila metri: diventare un corvo, come quelli che le volteggiavano attorno mentre con l'inseparabile Romano saliva piano contando i passi. Ad un tratto, però, è cominciata la corsa: una gara al femminile agli antipodi del suo modo di andare in montagna. Così lei, bergamasca trapiantata in Friuli, con all'attivo undici Ottomila, si è scansata con classe. Perché a Nives, più che il risultato, è sempre interessata l'esperienza, l'esplorazione di se stessi in contesti diversi. Amante dell'inverno, l'ha voluto vivere fino in fondo sia sulle Alpi Giulie (prima invernale del Pilastro Piussi del Piccolo Mangart di Coritenza, 1987) sia in Nepal (tentativo al Makalu, 2008). E alla ricerca del nuovo, del mai visto, si è cimentata anche sui versanti settentrionali del K2 e del Gasherbrum II. Perché «il gusto della scoperta non è un piacere ormai perduto»: basta girare l'angolo per «vedere l'altra faccia, quella nascosta e dimenticata della montagna».

Romano Benet: è stato definito un alpinista nato, di quelli che capiscono subito cosa fare, dove andare. Un istinto che lui, nato a Tarvisio nel 1962, ha affinato durante anni e anni di frequentazione delle montagne: tanto quelle di casa, che in inverno diventano severissime, quanto quelle dell'Himalaya e del Karakorum. Lì ha salito undici dei quattordici Ottomila, sempre con la moglie Nives Meroi e sempre by fair means, in stile leggero e pulito. Tra le imprese di Romano e Nives ricordiamo così la prima invernale del Pilastro Piussi sulla parete nord del Piccolo Mangart di Coritenza, nelle Alpi Giulie (22-26 dicembre 1987), il notevole tentativo fino a quota 8450 sul versante settentrionale del K2 (1994), la salita di tre Ottomila (Gasherbrum I, Gasherbrum II e Broad Peak) nel giro di venti giorni (2003) e il successo sul K2 (2006).

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