Montura

 

Adam Ondra

Adam Ondra
Bio

Città natale
Brno, Repubblica Ceca

Data di nascita
5 febbraio 1993

C'era una volta l'arrampicata, fatta di tentativi su tentativi per salire in libera questo o quel tiro. Per tutti era così, campioni compresi. Poi, un giorno, è arrivato il ragazzino dell'est e ogni certezza è crollata. Con lui, Adam Ondra, è stata rivoluzione totale: a suon di fatti e senza proclami, dai primi 9a e 9a+ a vista fino agli ultimi successi sia sulla roccia sia nelle competizioni. Adam scala perché per lui scalare è gioia: dai blocchi alle vie lunghe, sognando e facendo sognare. Il Mozart dell'arrampicata ammira Wolfgang Güllich («Perché era un climber a 360 gradi, estremamente completo») e il 26 luglio 2008 ha liberato la supervia che nel nome lo ricorda: WoGü. Quel giorno, ad accompagnare Adam su quello scudo di calcare argentato del Rätikon, c'era Pietro Dal Pra che dopo l'impresa, in poche parole, ha detto “tutto”: «Non ho mai visto niente del genere. Ho visto qualcosa di nuovo. Un livello di arrampicata che non conoscevo».

I miei video

IFSC WC Kranj 2015

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ADAM ONDRA: ILLUSIONIST 9A - NORWAY

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CHANGE - BACKSTAGE MOVIE

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ADAM ONDRA - WORKING MOVE 9B/+

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ADAM ONDRA 2 V16s

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Le mie parole

Reportage from the last comp - written by Adam Ondra

Recentemente mi sono allenato moltissimo esclusivamente per le gare. Mi sento in forma, eppure ho completamente fallito le prime due fasi della Coppa del Mondo. Nella prima, in Cina, ho mancato la finale a causa di una scivolata, mentre a Chamonix non sono riuscito a qualificarmi per le semifinali. Volevo agganciare i primi due rinvii con un unico movimento.  Mentre stavo per passarla sul secondo, la corda che probabilmente era sul bordo del primo rinvio è scivolata fuori. Piuttosto arrabbiato e poco sicuro della mia forma fisica, il giorno dopo ci siamo diretti verso Gravere, in Italia. Lì c’è la via TCT di 9a. E’ un omaggio a Tito Claudio Traversa, che purtroppo ci ha lasciato troppo presto. Come mi piacerebbe scalare ancora con quel piccolo, grande uomo! La prima ascensione della via è stata fatta da Stefano Ghisolfi, questa primavera. Ho fatto riscaldamento e, onestamente, non mi sentivo in grande forma. Ma improvvisamente il vento ha cominciato a soffiare, e mi sono messo all’opera. Ero come senza peso, ho superato la prima parte ( 8c) e mi sentivo davvero bene. Mi sono riposato per un bel po’ su uno sgangherato appoggio, e poi ho continuato. Ho superato il punto più difficile nella parte superiore, mi sentivo incredibilmente forte. Sono arrivato in catena un minuto dopo. Non sapevo se la sensazione, per me, fosse in effetti quella di un 9a; Stefano è un climber esperto di 9a, e a lui è sembrata la via più difficile che avesse mai fatto. Per lo meno è stata una bella soddisfazione, dopo la gara persa a Chamonix. Il giorno stesso ci siamo messi in macchina e abbiamo guidato oltre il passo, per raggiungere l’area di Briancon, più precisamente la falesia di Fournel. Qui ho fatto un’altro 9a. Non sembrava essere la via più semplice da fare a vista.. era piuttosto insidiosa, molte tallonate, movimenti strani... Ma in qualche modo sono riuscito a superare il punto più difficile. Mi sono riposato tre minuti in un appiglio, da dove ho cominciato a muovermi per raggiungere quello successivo, ma proprio quella presa si è staccata... è stata un’ascensione atletica, ma al secondo tentativo ci sono riuscito. Abbastanza soddisfatti, ci siamo spostati ancora più a sud e, dopo un giorno di riposo, mi sono cimentato in Mission Impossible 8c (a vista) ad Orpierre, e lo stesso giorno, la sera, ho affrontato  Super Plafond 8c+ (sempre a vista) a Volx. Nell’ultimo tiro ero felicissimo… non pensavo che una via storica come quella fosse così piena di boulder. Ma mi sentivo quasi immortale una volta arrivato in cima. E’ strano che il giorno dopo mi sia sentito così scarico sul percorso Biographie 9a+ a Ceuse. Ero una persona diversa, senza energia. Vediamo cosa succederà dopo un giorno di riposo..... In ogni caso, è bello essere di nuovo sulla strada, nel furgone, circondato da dei bellissimi panorami. Mi fa sentire vivo, e mi rendo conto di quanto sono fortunato a fare questa vita, e ad essere circondato da persone fantastiche..

New project for the autumn

I have been focusing on training lately. After I came back from Norway in the end of Septemer, I had to adapt to new way of life. Going to school, being more structured and "forced" to train in a good way. Nevertheless, I thought I was in a good shape and therefore I visited in the afternoons after school my home climbing area to try one hard project. I bolted this project 5 years ago, I could do all the moves even last year, but never got the chance t work on it seriously. I started working on it this autumn again, but even after 4 days I felt no progression. The route consists of 8 meters hard 8b route into 8B+ boulder problem. I could do the crux by itself, but even adding two extra moves felt impossible. I also went to Italy, where I had a slideshow in Belluno in the Dolomites and attended very nice event "Finale for Nepal" in Liguria. I had a possibilty to climb one day in Dolomites, so I took advatage of it and called Manolo if he could show me his masterpiece "Eternit". This route is totally insane! Imagine perfectly vertical wall, 25 meters high and difficulty of 9a. If you make the math, it is obvious that the holds you climb on are definitely not jugs. We spent a nice day, working the moves on this rig, being occasionally in the thick fog or full sunshine. Conditions were not perfect, but at least I could do the moves and I have it wired for the next visit. On the way back home we made a stop in Innsbruck in the gym, where I was horrified by indoor-fitness, so I forced to admit that it was time for some hard indoor training if I want to do well on the last two World cups this November. And be fit for the other goals I want to accomplish this autumn. So I spent last three weeks training indoors and I am curious if it isi going to pay off.