Montura

 

GIORGIO DAIDOLA

GIORGIO DAIDOLA
Bio

Giorgio Daidola, torinese, classe 1943, è docente di economia aziendale e di gestione delle imprese turistiche presso l’Università di Trento dal 1975, pubblicista iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 1983 e maestro di sci dal 1971. È stato direttore della Rivista della Montagna e dell’annuario Dimensione Sci per molti anni e ha pubblicato articoli e fotografie su tutte le più prestigiose riviste di outdoor italiane, francesi, spagnole, norvegesi, australiane e statunitensi. Ha partecipato come regista e come attore a parecchi film di sci e di montagna che hanno ricevuto premi nei principali festival. Il film "Il diritto e il rovescio" di Alberto Sciamplicotti, in cui é il protagonista, è stato girato nel 2012 in Armenia ed è stato premiato ai  filmfestival delle Orobie e di Sestriere, oltre che selezionato a quello di Trento.

Giorgio collabora attualmente alle più importanti riviste italiane di montagna (SkiAlper, In Movimento, Meridiani Montagne) e di vela (Bolina).
Nel 1982 ha reintrodotto in Italia il telemark, lo sci a talloni liberi, compiendo con questa tecnica spedizioni scialpinistiche nei sette continenti, con il tetto massimo dello Shisha Pagma, prima discesa di un ottomila con l’antico stile norvegese. Con il telemark ha salito e sceso cime nei sette continenti e ha effettuato grandi raid nel Karakorum, nello Hielo Continental, nelle Rocky Mountains.
Con la sua prima barca, un Ranger 29 denominato Bétemps come il famoso rifugio ai piedi del Monte Rosa, ha fatto una crociera pluriennale in Grecia e in Turchia nei primi anni ottanta.
Trent’anni dopo è ritornato nel Mediterraneo orientale con la sua seconda e attuale barca, il Gladiateur Zeffiraglia di 10 metri, a cui è affezionatissimo.
Nelle sue crociere Giorgio ha sempre cercato di abbinare i piaceri del mare con quelli della montagna, percorrendo  sentieri dimenticati lungo le coste, salendo sulle cime più alte delle isole, effettuando free climbing e discese in sci, come quella sulla lava della Sciara del fuoco di Stromboli.
Nel 2013 ha pubblicato "Viaggio in Mediterraneo - Immagini, incontri, riflessioni di un velista curioso" per le edizioni Il Frangente. Non si tratta di una guida nautica ma di un racconto di viaggio a tappe, in 5 anni,  attraverso il mare più bello del mondo.
Nel 2016 ha pubblicato "Ski Spirit - Sciare oltre le piste", per Alpine Studio. Il libro ha vinto il Premio Gambrinus "Giuseppe Mazzotti" 2016, sezione Alpinismo. In questo volume Giorgio parla del suo modo di vivere lo sci non solo come sport ma come viaggio alla ricerca delle emozioni profonde che offre la montagna bianca. Si tratta di uno sci che coinvolge le sfere dello spirito e che come tale ha attratto molti grandi scrittori, da Doyle a Hemingway, da Nabokov a Mann, da Hesse a Buzzati, da Gozzano a Parise. Ski Spirit è un invito a mettersi sulle loro tracce e a recuperare un grande passato.
Alessandro Gogna ha dedicato una dotta analisi al libro nel suo blog, con numerosi interessanti commenti.
Il grande sogno di Giorgio rimane quello di vivere mare e montagna come un’unica avventura. "Il mare e la montagna - come scrisse il suo amico Carlo Bistagnino - sono molto simili nell'offrire emozioni e vertigini di libertà a chi li ama profondamente". Per questo motivo Giorgio considera Bill Tilman, alpinista e velista, il più grande esploratore di tutti i tempi.

 

- Dal Mediterraneo alle Azzorre -
di Giorgio Daidola


"Dopo aver vagabondato per tanti anni con il mio vecchio Gladiateur Zeffiraglia III  lungo le coste del Mediterraneo, l'anno scorso ho superato le colonne d'Ercole e il grande oceano si è aperto davanti alla mia prua. È stata un'emozione fortissima, il passaggio ad un dimensione diversa del navigare. L'idea di una grande traversata con la mia piccola barca ha preso forma, diventando poco a poco una specie di ossessione  . Ho lasciato Zeffiraglia a Lagos nel sud del Portogallo. Nel prossimo mese di giugno 2017 con gli amici Philippe de Guillebon e Mauro Giacomelli ho in programma la traversata alle Azzorre, circa 1000 miglia di oceano. Se tutto andrà bene ce la faremo in una decina di giorni . Philippe ha un curriculum da capogiro: ingegnere oceanografico, già ufficiale della marina francese, pilota del  batiscafo Archimede con un record di profondità a 7190 m nella fossa del Giappone, 5 Transat, un giro del mondo in solitaria con Cheetah, un Gladiateur uguale al mio. Senza dimenticare quattordici anni di navigazioni nel mediterraneo occidentale su di un Horizon 7.40 m senza motore. Mauro è un antiquario di Trento che ha navigato con me per la prima volta due anni fa, lungo le coste della Spagna. È rimasto come stregato dalla barca a vela e non poteva quindi dire di no alla proposta di una prima esperienza oceanica.  Alle Azzorre, un arcipelago di nove isole in mezzo all'atlantico divise in tre gruppi piuttosto distanti uno dall'altro, abbiamo in programma molti trekking ed itinerari in mountain bike. Il grande Joshua Slocum fu il primo dei naviganti moderni a subire il fascino di queste isole, quando il 20 luglio 1895 approdò a Fajal. Oggi le Azzorre rappresentano la meta ideale per il diporto più a lungo tenuta segreta."