Montura

 

FEDERICA BOIFAVA

FEDERICA BOIFAVA
Bio

Sono una mamma, una lettrice innamorata, una flautista.
Sono una ballerina in scarpe di gomma, che danza sul filo immaginario delle sue creste, rincorrendo il canto dei flauti di pietra che suonano nel vento della montagna.
Preferisco un tramonto in disparte ad un'alba piena di trionfo, perché è nell'arancio del sole che muore che si percepisce tutta l'intera grandezza del mondo. E allora corro, sperando che la lentezza con cui muta il paesaggio, mi restituisca ciò che è stato senza che io me ne accorgessi.
Scelgo un calice di rosso pieno, per interpretare la vita con la classica del bicchiere, anche quando la fatica è tanta.
Una lunga gara, come un qualsiasi viaggio, deve disegnarsi senza intoppi, prima sulla carta e poi nelle idee. Serve un punto A per arrivare ad uno B, e, una volta stabilite le tracce, sulla rotta prende forma il sentimento, come accade nella rigida struttura della poesia.
Vivo la corsa come uno spartito, come grammatica del corpo, come fraseggio del movimento.
Non mi ispiro ai grandi nomi dello sport, ma ai viaggiatori, ai pazzi, agli artisti. Corro per monti pensando a chi va per mare, raccogliendo idee per nuove favole da raccontare.