IN BILICO | RICCARDO SCARIAN E ALESSANDRO ZENI

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Prime ripetizioni sull'ultima meravigliosa creatura di roccia del Mago Manolo

Una storia di amicizia, poesia ed equilibri instabili nel cuore delle Pale di San Martino. Riccardo Scarian e Alessandro Zeni riescono a ripetere le 4 nuove meravigliose vie create dal Mago Manolo, aperte in un luogo incantato delle nostre Dolomiti. I protagonisti si trovano sospesi tra il silenzio delle rocce e la scelta di abbandonare il caos di ogni giorno - non citarlo mai - nel momento in cui decidono di oltrepassare la soglia che dà accesso a questa specie di paradiso, in bilico tra la danza del corpo e l'ambiente primitivo che la montagna sa donare. Questo è il loro racconto.

Riuscire a salire “In Bilico” è stato più che una salita sportiva ma qualcosa che probabilmente si avvicina maggiormente ad una danza in verticale, un’arte dimenticata tramandata silenziosamente e disegnata su un sottile specchio di roccia. Quando ci si avvicina a questo stile tutto sembra illogico e ciò che all’inizio sembra essere uno spartito di note poste alla rinfusa su un foglio bianco, inizia a regalare sublimi sinfonie e trasmettere emozioni.
È difficile da leggere ed arduo da interpretare per questo richiede qualcuno che voglia veramente conoscerne i segreti. Solo la passione, il tempo e la motivazione possono aprire questo scrigno. Ci vuole pazienza per poter decifrare un linguaggio che milioni di anni fa è stato creato dalla natura.
Inizi così ad avanzare lento su una lavagna di seta dove ognuno tesse la propria storia. Non esiste una sola chiave per aprire quest’antica pergamena, non c’è “giusto” o “sbagliato”, ognuno di noi deve ricercare il proprio modo per unire quei piccoli lembi di stoffa e nel tempo stesso assaporare appieno l’essenza di ogni passo.
Abbiamo imparato ad ascoltare i consigli della roccia mantenendo il viso perennemente a contatto con essa, annusare ogni suo profumo rimasto intrappolato nella naturale porosità e ammirare il delicato mutare del suo viso che con l’avanzare delle ombre cambiava d’umore. Abbiamo visto questa lavagna piangere, lasciandosi bagnare il viso da lunghe colate d’acqua, sorridere, colpita dai raggi del sole di mezzodì e arrossire alle luci del tramonto come una giovane fanciulla colta da un amore improvviso.
Su questa roccia abbiamo imparato che è possibile fallire e cadere in una miriade di modi mentre per riuscire ce n'è uno soltanto, come spesso accade nella vita. Nella tranquillità, circondato dal silenzioso sguardo delle montagne della Val Canali, abbiamo ritrovato l’eleganza, la fluidità che si nasconde nel modo più facile e  spesso illogico di avanzare verso l’alto.
Questa danza delicata e lenta ha lasciato spazio ai nostri sensi per percepire i profumi e i colori trasportati da quella brezza frizzantina di emozioni che riempie i polmoni e  l'anima di immensa felicità. Una gioia che troviamo continuando a percorrere questa strada a tratti tortuosa fatta di piccoli appigli posti, all’apparenza, in maniera confusa lungo ogni parete verticale. Inizialmente tutto sembra grigio ma, con il tempo, una tavolozza di colori dipinge questi muri di pietra e tutto prende forma ed ogni piccola ruga di roccia acquista una preciso valore e significato.
Crediamo comunque che la cosa più importante che questa lastra di roccia in bilico tra le montagne ci ha lasciato è stata la possibilità di crescere come persone e soprattutto passare bellissimi momenti tra amici. È stato bellissimo vedere come la passione per la montagna riesca ad unire così tante persone che fischiettando creano un'unica meravigliosa orchestra.
Salendo fin lassù abbiamo inconsapevolmente fatto un patto silenzioso dove ognuno di noi ha deciso di lasciare da parte i problemi di ogni giorno, abbandonare il caos di luoghi gremiti di gente e come anime danzanti volteggiare in un arcobaleno di emozioni. Abbiamo potuto assaporare appieno il lento trascorrere del tempo segnato solo dall’imbrunire delle foglie e dal cadere della prima neve che come zucchero a velo imbiancava le cime di quegli enormi panettoni di roccia.
Così, come i raggi del sole che penetrano tra le fronde degli alberi, pure la nostra anima è stata in qualche modo trafitta e riscaldata dai meravigliosi momenti che questo paradiso terrestre ci ha saputo regalare. Nonostante ora quella pergamena sia stata decifrata, crediamo che una parte di noi sia rimasta ancora lassù a girovagare e danzare tra quei massi in un luogo selvaggio che affascina e allo stesso tempo intimorisce, in bilico sul mondo.
Così all'inizio di questo bellissimo autunno abbiamo fatto visita al bilico, un sasso dall'equilibrio precario situato su di un ghiaione verticale nel cuore delle Pale di San Martino. In questo angolo paradisiaco scopriamo cosi quattro fantastiche linee su un muro leggermente strapiombante, con un'arrampicata dagli equilibri instabili e che necessita di una ottima presenza sulle dita.
Due amici di diversa generazione, ma uniti dalla stessa inesauribile passione, condividiamo cosi fantastiche giornate scalando, avvolti dall'energia di questo bellissimo luogo. Le vie sono soltanto quattro, ma ognuna impregnata di una sua particolarità e fascino. Alessandro riesce a far sue le quattro prime ripetizioni delle vie e Riccardo le seconde, cosi ci aggiudichiamo entrambi un bel poker d'assi, su queste quattro bellissime vie, El Junca, Pappagorgia, Oidualca e In bilico.

Riccardo Scarian e Alessandro Zeni, ottobre 2015.

[Montura Editing 11 novembre 2015]