Stories

Made in Montura

The Montura DNA

È impossibile.

Non si può fare.

Quante volte abbiamo sentito queste parole? Se le avessimo ascoltate Montura non esisterebbe. Se fosse così, le migliori pagine dell'alpinismo non sarebbero mai state scritte, nessuno avrebbe mai scalato tutti gli 8000 senza bombole di ossigeno. Non ci sarebbe una scuola in Nepal, dove prima non c'era, e non esisterebbe neppure la nostra giacca creata per l'elisoccorso ed il Soccorso Alpino, dove siamo stati pionieri nella ricerca e nello sviluppo del materiale pensato espressamente per queste attività in montagna.

 

Queste sono le nostre origini: abbigliamento per soccorso aereo, soccorso terrestre, vigili del fuoco, speleologia, antifiamma.
E poi attraversamenti di deserto e Antardite, la vela, bici, il running, capi per lo sci alpinismo. Quando è nato il Vertigo, il pantalone iconico di Montura, non esisteva nessun altro che combinasse materiali così diversi: Kevlar sul ginocchio come rinforzo, la parte dietro in jersey stretch per la mobilità, Nylon ad alta tenacità per i punti di maggiore abrasione. È stato pensato per rispondere a delle specifiche esigenze in ogni sua parte, per essere pratico, avere pochi sprechi e per durare.

 

Il nostro obiettivo era ed è semplice: migliorare ogni singolo dettaglio dei nostri componenti per qualificare i nostri prodotti come il massimo della performance.

Creare un punto di rottura rispetto a ciò che l'omologazione di mercato ha portato negli anni: coibenza termica, elasticità, traspirabilità, veicolazione del sudore, protezione dalle intemperie e resistenza meccanica. Oggi creiamo capi trasversali, domani potremmo generare il capo “universale” in grado di coprire le esigenze multisport, dall'urban fino agli over 8000 di un super alpinista.

 

Tutto ciò non sarebbe possibile se non avessimo internamente tutto quello che ci serve. Al mattino discutiamo un progetto, alle 15:00 arriva un prototipo, un pezzo o un qualcosa tangibile; quindi, dall'idea arriviamo subito a un qualcosa di concreto, un po’ come succede nella bottega
di un artigiano. Seguiamo il processo dal design al prodotto finito, inclusa la produzione con 42 linee e 2000 dipendenti. E quindi alla fine dietro ogni prodotto, dietro ogni parte del processo, c'è una persona che fa parte dell'azienda.

 

Anche nella comunicazione Montura ha cercato una propria via, investendo importanti risorse in progetti concreti, come la Rarahil Memorial School in Nepal, ideata da Fausto De Stefani, oppure La Ger Camp in Mongolia ideata da David Bellatalla ed i centri di formazione e le scuole dell'operazione Mato Grosso in Perù. Ma anche tanti altri progetti in Italia e in Europa che mettono al centro le persone, in particolare quelle con difficoltà.


A tutte queste attività abbiamo dato un nome: Montura Editing, un laboratorio culturale, ma anche una casa editrice. Sono oltre 100 i libri prodotti in vent'anni, con 250.000 volumi distribuiti sempre in cambio di una donazione per progetti di solidarietà. E poi l'attività cinematografica: oltre 80 film sostenuti, storie di persone in luoghi spesso disagiati e di montagna. Il fine più alto delle attività svolte da Montura Editing è stato proprio educare alla conoscenza dei territori, dei luoghi, perché il rispetto per l'ambiente, per la natura è in concreto il rispetto per gli altri.

 

Quindi, quando parliamo di montagna, pensiamo a questo:
non ci piace inventare scuse per non provarci.

È impossibile, non si può fare…
E’ quello che si è sentito dire ogni alpinista prima di tracciare una nuova via.

 

La nostra via.